Carta Spacca Celluloide: Wanted & Kick-Ass

Da qualche anno a questa parte i palinsesti dei cinema sono colmi di trasposizioni cinematografiche tratte da fumetti. Ormai si può parlare di manierismo, in relazione ai blockbuster dedicati alle “calzamaglie” della Marvel. Questa trasposizione-mania sta preparandosi a invadere anche la tivù, date le decine di annunci di serie tratte da fumetti americani.

Da bravo SPACCAballe, invece di parlare di quello che può esserne uscito di buono da tutto ciò, sono più incline a parlarvi dei casi che mi hanno lasciato perplesso. Da qui nasce questa rubrica periodica, in cui metterò a confronto con l’opera originale quelle trasposizioni che, secondo me, tralasciano gli elementi portanti del fumetto.

MarkMillar_20120616-04Prendiamo 2 piccioni con una fava e parliamo di due trasposizioni in una volta: Wanted e Kick-Ass, entrambi fumetti scritti da Mark Millar.

 L’autore scozzese si è creato una certa fama da adulatore del lettore medio, per il suo sfruttare idee sensazionalistiche e violenza gratuita nei suoi lavori (anche se a mio avviso, nel più dei casi, creando buone storie non prive di significati). Ed ha raggiunto un invidiabile successo, detenendo i diritti sulle sue opere e preoccupandosi di ottimizzarle per essere proposte al, ben più ampio, pubblico della settima arte. Ogni suo lavoro cartaceo, ormai, corrisponde ad un film hollywoodiano. Simpatico notare quanti suoi personaggi siano rappresentati con le fattezze di attori famosi (in Wanted potete trovare Eminem, Halle Berry e Tommy Lee Jones).

Ok,  allora…in cosa differiscono questi due film dai rispettivi fumetti? Beh, sono entrambi dei tipici film di facile intrattenimento, basati su commedia e azione.

E i fumetti non lo sono? Non completamente.

Si sente la mancanza di quella vena cinica e disincantata tipica di Millar, quel suo provocare l’effetto “pugno nello stomaco” nei confronti del lettore con scene indifferentemente macabre.

In questi due casi, in particolare, il fumettista si concentra sullo smitizzare l’immaginario collettivo nerd legato ai fumetti supereroistici.

Quale modo migliore per farlo, se non scrivendo le gesta di alcuni nerd frustrati che decidono di imitare i loro beniamini in calzamaglia nella vita reale?

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Anche se non ci sono differenze enormi nella trama, il film di Kick-Ass tende molto ad alleggerire i toni del fumetto: modificando dettagli ed edulcorando la violenza.

Facciamo un po’ di esempi diretti e spoilerosi:

  • Nel fumetto Dave (il protagonista) non si mette con Katie (la compagna di scuola che gli piace), questa lo reputa troppo sfigato anche solo per pensarci, e dopo aver scoperto che Dave non è gay (equivoco sfruttato dal ragazzo per starle vicino il più possibile come amico homo) non vorrà più saperne di lui. Arriverà anche a mandargli un video di lei che pratica un pompino ad un, più atletico e popolare, compagno di scuola. La reazione di Dave, guardando suddetto filmato, sarà quella di farsi una ben poco dignitosa sega. Non si accalappiano ragazze vestendosi da supereroi, nel più tragicamente (semi)realistico mondo del fumetto.

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  • La morte di Big Daddy è decisamente meno clichè, e più brutale, nel fumetto: i cattivoni mafiosi di turno gli sfracellano la testa con un colpo di pistola a bruciapelo, dopo aver sentito la sua confessione/colpo di scena. La storia del poliziotto che decide di agire al di fuori della legge, come vigilante mascherato, e trasformare la figlia in una agguerrita e letale sidekick, in seguito alla tragica morte, per mano di malavitosi, della moglie è semplicemente una bufala. La madre di Mindy/Hit-Girl è felicemente viva, e si è risposata dopo la fuga del marito con la figlia. La metamorfosi in efficiente macchina di morte imposta alla figlia si rivela essere il desiderio di un nerd, tanto patito di fumetti quanto frustrato dalla propria vita e dal proprio matrimonio, deciso a far vivere una vita più eccitante e meno comune alla sua bambina. Si scopre anche come Big Daddy trovasse i fondi per vivere e finanziare la sua crociata contro il male: attraverso la vendita della propria collezione di fumetti.
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Il tesorino di Papà

Si potrebbe ancora accennare a quanto sia più stronzo Red Mist nel fumetto (rimanendo comunque goffo uguale), ma il succo l’avrete intuito: nel fumetto si percepisce maggiormente un senso di cinico realismo, essenziale in una storia che narra di persone reali che vogliono imitare i fumetti.

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L’unico punto in comune, tra le due versioni di Wanted, è il trascendere del protagonista dalla propria vita da mite e pacifico perdente qualunque, sottomesso dai colleghi e tradito dalla fidanzata.

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“questo è il mio migliore amico che fa sesso con la mia ragazza su un tavolo dell’ IKEA preso a un prezzo molto conveniente.”

 Nel film Wesley Gibson diventerà il classico “buono” da film hollywoodiano, rimorchiando Angelina Jolie e sconfiggendo l’antagonista del caso.

Nel fumetto succede l’esatto contrario (rispetto anche all’idea di base di Kick-Ass). Wesley scoprirà di essere figlio di un supercriminale defunto, venendo contattato da una società segreta di pittoreschi villain (uno di loro è un uomo composto da escrementi, minacciosamente chiamato “Testa di Merda”) che ha ucciso tutti i supereroi e ha manipolato (e manipola) mentalmente il mondo, rimuovendo ogni ricordo della loro passata esistenza. Occultati, i membri eletti di questa organizzazione hanno il potere di compiere impunemente qualsiasi azione, per quanto efferata. E quindi anche il nostro Wesley, una volta che sarà entrato a farne parte.

Tra parodie di personaggi Marvel e DC, azione sfrenata e complotti vari, il vero punto focale della serie sarà il ribaltamento di etica del personaggio principale, inebriato dal lato più perverso del portare un costume e deciso ad innalzarsi oltre alla consueta vita frustrante a cui era abituato, accettando la natura istintiva e violenta inculcatagli dall’organizzazione. Dopo aver sviluppato uno stato estremo di apatia e insensibilità verso la violenza, Wesley otterrà una libertà assoluta, e tutto il potere che possa desiderare. I supereroi non esistono più, in questo contesto il crimine paga, figurarsi il super-crimine.

Nel disturbante finale, il protagonista arriverà a sfondare la quarta parete e a compatire la patetica vita da represso del lettore.

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“questa è la mia faccia mentre ve lo ficco nel culo.”

In conclusione, queste due trasposizioni tralasciano l’essenza delle opere originali, per paura di osare, regalando una sterile versione più commerciale adattata per tutta la famiglia.

Ma non si dice spesso essere il fumetto il media per bambini?

Scritto da: L’Escapista

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