Top 10: Punisher! Pt.2

Continua la classifica più attesa dell’anno. Finalmente scopriremo le posizioni più calienti e significative, le storie migliori dedicate a uno dei personaggi più cazzuti dell’intero mondo dei fumetti!!

Ma prima un breve riassunto delle posizioni precedenti… ahahah, ci siete cascati, scherzavo, questo ve lo evito; vi invito però caldamente ad andare a leggervi la parte 1 di questa classifica se non l’avete ancora fatto!

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Con la posizione numero 5 siamo catapultati in una storia di violenza, corruzione e speculazioni finanziarie, ambientata a Miami, con la partecipazione di un personaggio d’eccezione: Barracuda! (anche titolo del volume ovviamente) Punisher Max n°8 è presentato da una coppia col botto: Garth Ennis e Goran Parlov, che abbiamo già conosciuto prima ne “L’universo Marvel Vs il Punitore” e “Le Strade di Laredo” e che collaborerà ancora insieme nella miniserie di due numeri su Nick Fury, sempre nella collana Max; dove vengono raccontate le guerre sporche e le operazioni speciali a cui ha partecipato il colonnello. Ovviamente nella parte in Vietnam incontrerà un giovanissimo Frank Castle, che basta solo lui a giustificare tutta la storia! Davvero meritevole! Ma torniamo a noi, sui disegni di Parlov sapete come la penso e le storie di Ennis, bhè, diciamo che non è uno di quei volumi che ti fermi e dici: “lo continuo domani…”. La storia incomincia come flashback e, per quanto sia banale, già mi piace un sacco, ti fa capire quale delirio sarà il finale. pagina-punisher-barracuda_11Questa volta l’obiettivo di Frank non è il solito mafioso o psicopatico assassino, ma un’intera multinazionale: ha scoperto che questa compagnia elettrica della Florida provoca dei blackout totali nella regione, causando migliaia di danni e effetti collaterali per poi speculare sulle forniture future, e questo a Frank non piace! Il problema è che questi non sono solo dei colletti bianchi che bastano un paio di schiaffoni per farli rigare dritto, hanno assunto un’energumeno che darà molto filo da torcere al giustiziere. Barracuda, anche lui un ex soldato delle forze speciali che diventerà poi la nemesi del Punitore, prendendola mooolto sul personale. E’ in questa posizione solo perchè ce ne sono altre 4 che a parer mio meritavano di più, ma per poco.

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Jenny-CesareQueste ultime posizioni sono davvero difficilissime per me da decidere, quindi prendetele molto con le molle, siccome ogni volume si dovrebbe meritare il primo premio. La medaglia di legno va a Punisher Max 10: Vedove Nere. Sceneggiatura di Ennis, che ora avrete capito che è uno dei miei autori preferiti, e matite di Lan Medina; artista filippino classe ’61 che ha lavorato per tutte le tre major, famoso soprattutto per Fables, purtroppo di lui non conosco molto e non ho altre opere, e questo mi dispiace, perchè è un’artista veramente valido. I disegni di questi sette volumetti sono sensazionali, netti, chiari, tratteggi usati con parsimonia, attenzione ai particolari, e più di tutto Frank Castle. Un tizio grosso e spesso, ma non ridicolo, con i lineamenti giusti, espressivi, e un’età credibile. Sicuramente parte del merito di queste splendide tavole va anche al colorista, Raul Trevino. E la storia, che dire della storia: è di nuovo di Ennis. In quest’occasione il Punitore non è il personaggio principale, ma ne è il motore. I personaggi principali sono un poliziotto, che è praticamente Samuel Jackson, che ha ucciso un ragazzo impazzito che stava massacrando tutti i suoi compagni di scuola a suon di mitra, e per questo viene accusato da una società stupidamente benpensante e ipocrita perchè non ha aspettato l’unità speciale per intervenire, nonostante il suo gesto abbia salvato altre vite innocenti. Bellissimi i dialoghi con la psicologa che incarna il falso perbenismo dei nostri tempi sempre pronta ad accusare chi ha il coraggio di agire. 014866uk2Altro personaggio fondamentale è una donna bellissima, anche se sfregiata e completamente folle, che si allea col Punisher ad uccidere le cinque vedove di mafiosi che lo volevano morto. Il loro legame? Lui le ha ucciso il marito. Un sadico bastardo che si divertiva a torturarla e picchiarla, una merda che le era stata venduta come un principe dalla sorella maggiore e le quattro amiche, le cinque vedove appunto. Come ciliegina, forse a causa di tutti i sopprusi subiti, le era venuto un cancro al seno, e in un attimo di rabbia aveva pensato di minacciarle di confessare tutto all’FBI e far finire gli affari dei mariti di queste, ma questo non piace e viene fatta fuori, se non fosse che il lavoro viene fatto fare da un tossico incapace. Possiamo considerarla la Punitrice (lo so che è brutto e ambiguo come nome) a tutti gli effetti, perchè il movente del suo ritorno è la vendetta, tuttavia a differenza di Frank che mantiene una certa freddezza e distacco da quello che gli succede intorno, ormai la pazzia si è impadronita di lei e del suo agire, non riesce a cancellare quello che ha subito. Tutta la sua psicosi uscirà nel finale: agghiacciante! Che dire…un volume fantastico! Già l’inizio ha una valenza simbolica notevole e tocca un tema abbastanza delicato per essere comunque un fumetto. L’unico consiglio che posso dare è leggetelo!

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Siamo arrivati sul podio. Sul gradino più basso si piazza Mondo alla Rovescia, Punisher Max 5! Ormai sono monotono, un’altra storia di Ennis. I disegni però sono dell’argentino Leandro Fernandez, altro autore abbastanza di nicchia come il precedente, anche se le sue matite ce le possiamo gustare in ben quattro storie della collana Max, e vi assicuro che non sono abbastanza.oihhn9 Per le sue tavole vale quanto detto di Lan Medina, infatti hanno un tratto molto simile; se dovessi proprio fare un paragone, Fernandez mi pare un po’ più artificioso, anche se ho apprezzato enormemente il cercare di sporcare il disegno per dare toni più cupi. Tuttavia se dovessi scegliere tra tutti, per me il Punitore è quello di Fernandez: è perfetto, come fisicità, lineamenti, e soprattutto gli occhi, socchiusi alla Clint Eastwood e perennemente incazzati. La storia è abbastanza semplice: un mafiosetto, per scalare la piramide del potere, decide di uccidere il Punisher, per attirarlo allo scoperto, profana la tomba della sua famiglia, grossissimo errore, da qui va tutto in vacca. E’ banalmente un regolamento di conti con la mafia, una storia di psicosi e vendetta tipica di Ennis, ma allora perchè si merita il terzo posto? Perchè è simbolica, racchiude tutti i concetti base del Punitore, c’è tutto: mafia, violenza, pazzia, amore e sesso, vendetta, perversioni, realismo e personaggi sopra le righe, comprimari caratterizzati benissimo. Se uno non sa chi sia il personaggio, legge questa e si fa un’idea chiara del mondo in cui ruota la sua vita; inoltre, nonostante siano tutti episodi autoconclusivi, la run di Ennis ha un filo logico portante, con personaggi chiave che tornano più volte, e questo è un punto di svolta radicale!

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La medaglia d’argento va a Punisher Max 1: Born! Ennesima opera di Ennis, che ormai vi avrà stufato e direte:”Ok, tanto vale che mi recupero tutta la sua run…”. No… cioè sì, da appassionato ve la consiglierei tutta e non trovereste un volume noioso, però ammetto che alcune storie possono essere un po’ pesanti o non piacere, però vi vorrei spiegare per quale motivo ritengo che questo volume si meriti la seconda posizione, che è anche una parte della mia biografia da lettore di fumetti. Ho incominciato a scoprire il Punitore da Ben Tornato Frank, primo lavoro di Ennis su questo personaggio, lavoro che lo rimetteva in carreggiata dopo lo scivolone fatto anni prima con la serie Purgatorio, e questa non era male, forse un po’ troppo sopra le righe per i miei gusti, ma apprezzabile (erano i primi tempi che leggevo graphic novel). Dopo mi sono fatto tutti e 5 i volumi delle serie Marvel Knight e arrivato all’ultimo stavo per mollare: si si, carini, ma troppo cazzari, non mi andava di spendere così tanto per poche pagine meritevoli e le altre “bhaa”. Però avevo già ordinato questo volume in fumetteria e mi sono detto: “tanto vale averlo, è sempre un numero 1” (discorso da collezionisti). Mi si è aperto un mondo! Mai letta una storia così, non aveva più niente delle storie grottesche di prima; la dicitura “per pubblico maturo” era effettivamente vera, una storia agghiacciante. In Born sono narrate le origini del Punitore, ovvero la sua ultima esperienza in Vietnam, alla base di Valley Forge.born-2 Un Frank Castle abbastanza giovane, ma già si intuiscono le psicosi che lo affliggeranno per il resto della sua esistenza: la dicotomia del giusto e sbagliato in due entità nette e separate, l’ossessione per il dovere e un senso di giustizia deviato che lo eleva a giudice giuria e boia, nonostante sia in una zona di guerra, dove le leggi dell’uomo sono soltanto un vago ricordo. L’attaccamento alla guerra più che alla propria vita. Born è un viaggio nella mente umana, un racconto di guerra, ma non come i fumetti della Supereroica degli anni ’60. Racconta con amaro realismo cos’è stato il Vietnam per dei ragazzi di vent’anni, un viaggio all’inferno, accompagnati solo dalla follia. Ho visto ben pochi film e letto ben poche cose che sapessero mostrarmi in tale maniera cosa dev’essere stato: dalle imboscate nella jungla, agli ufficiali incompetenti, al dilagare della droga per sopportare quella tortura. Per tale motivo questo è uno dei migliori racconti del Punitore che si possano leggere, inoltre il finale è sconvolgente, ci fa già intuire cosa succederà dopo, quando nell’ultima tavola abbraccia la famiglia e una voce gli dice:”Ti ricordi che ti ho parlato di un prezzo?”. L’ineluttabile destino. Sembra che Frank per sopravvivere e tornare abbia fatto un patto con un’entità superiore “che lavora nello stesso campo”. Siccome anche l’occhio vuole la sua parte i disegni sono di Darick Robertson, che forse qualcuno se lo ricorderà per aver dato vita a Spider Jerusalem in Transmetropolitan, quindi non il primo pischello. Tavole e disegni fantastici sia nelle scene di combattimento nella jungla che le ambientazioni nelle grigie mattine alla base. Epica la splash page dell’assalto di centinaia di charlie sotto la pioggia alla base, illuminato da un bengala; ma ancora più epica la tavola successiva, quando Frank di fronte a ciò dice:“Datemi il sessanta!”. L’inizio della fine!

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Siamo arrivati alla fine. E papparapaaa!!! Il primo posto se lo aggiudica la run di Jason Aaron su Punisher Max, la quadrilogia formata da: Kingpin, Bullseye, Frank e La Fine Della Guerra, ovvero i numeri 18, 19, 21 e 22. Lo so, è un bieco espediente ma non potevo farne a meno, anche perchè a differenza delle storie di Ennis che sono labilmente connesse tra loro, queste sono impossibili da leggere separate; è come certi film, ad esempio Kill Bill, sì, sono due film, ma la storia è una soltanto. 250px-PunisherMAX_1_DillonJason Aaron, dopo le storie noir e thriller a tinte forti di Scalped, decide di prendere le redini della serie Max del Punitore nel 2010, serie che ormai stava andando un po’ alla deriva, poichè nonostante si alternassero anche validi autori, lo stile era quello delle storie brevi, e purtroppo secondo me, sono ben pochi i personaggi, o meglio gli scrittori che riescono a rendere accattivante una storia in 24 pagine. Jason Aaron crea invece subito un’impostazione da grande racconto. Decide di riscrivere diversi personaggi importanti e noti a tutti: narra le origini di Kingpin, un Bullseye più pazzo che mai ed un’ Elektra che di certo non si redime come nella continuity. Non è solo un racconto pulp e violento per riscrivere qualche personaggio e concluderne altri (piccolo spoiler), è un viaggio nella mente di Frank Castle, cosa l’ha portato ad essere il Punisher. Il terzo volume, “Frank” appunto, è un continuo alternarsi di situazioni speculari, un vecchio Castle ormai rassegnato e pronto a morire e un giovane reduce di ritorno dal Vietnam che non riesce ad adattarsi alla vita normale, non riesce più ad avere un rapporto sincero con la moglie e i figli; nonostante l’aiuto di Nick Fury, che lo vuole reclutare, non riuscirà mai più ad inserirsi nella società e a tornare quello di prima, era già condannato ancora prima che la sua famiglia venisse uccisa. Altro personaggio che ha una caratterizzazione magnifica è Wilson Fisk, cosa ha dovuto sacrificare per diventare il Kingpin. Per non parlare di Bullseye, che decide di immedesimarsi nel Punitore per capire come pensa e riuscire a sconfiggerlo. Un Bullseye non spinto dall’odio, ma da amore perverso e ammirazione. Mai visto un Nick Fury così cinico. Non ho parole! Jason Aaron è riuscito nell’impossibile, è riuscito a superare in carisma e drammaticità Ennis, che possiamo dire sia stato lui a creare questo personaggio che prima era abbastanza una macchietta, un po’ come Miller fece con Devil. A parer mio, questo grande risultato è stato raggiuto anche grazie alla collaborazione con Steve Dillon, lo storico disegnatore del Punisher, che aveva contribuito a rilanciarlo ad inizio anni 2000. Uno dei disegni più iconici, ogni volta che lo guardo mi sembra un incrocio tra Stallone e Schwarzenegger, il badassismo personificato!

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P.S.: Lo so, sono stato abbastanza prolisso, ma ogni volta che parlo del Punitore non ce la faccio più a fermarmi. Questa seconda parte è stata dominata dalle opere di Ennis, ma vi assicuro che ho cercato di tenermi, fosse stato per me avrei stilato la classifica con solo i suoi lavori o vi avrei semplicemente messo la sua run completa, ma mi sembrava poco professionale. Ultimo consiglio, se non avete idea di chi sia il Punitore (molto male!), potete rimediare leggendo i volumi delle prime 3 posizioni, c’è veramente il meglio di quello che potrete mai leggere su di lui. Sono 3 opere che si completano a vicenda e danno una precisa idea su come devono essere scritte delle storie pulp. In conclusione spero che questa top 10 vi sia piaciuta, se non condividete le mie scelte o se secondo voi ci sono altre opere che avrebbero maggiormente meritato di entrare in questa classifica, fatemelo sapere!

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Scritto da: N°7

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