Top 10: Punisher! Pt.1

Pensavate che… e invece siamo tornati!. Ebbene si, non abbiamo mollato, nè ci siamo arresi! Dopo una pausa di quasi due settimane, per digerire il pranzo di natale e il cenone di capodanno, torniamo con nuovi articoli più carichi che mai! Ho deciso pertanto di incominciare questo 2015 con una classifica che tenevo particolarmente a fare, un po’ per l’affetto che nutro nei confronti del personaggio e per aiutarvi a decidere cosa leggere e cosa no se volete avvicinarvi a questo super badass. chris-kyle-4Inoltre a convincermi ad iniziare con questo pezzo il nuovo anno, è stata la visione di American Sniper, film che nonostante fosse di Clint Eastwood non ho apprezzato molto a causa della sua semplicità nel trattare temi delicati come i postumi della guerra accusati dai reduci e un po’ troppo patriottismo da quattro soldi. Ma non è questa la sede per una recensione del film, il particolare che mi interessa invece è che ad un certo punto della pellicola si vede chiaramente un Seal leggere un volume del Punitore (il numero 1 di “In Principio” per l’esattezza), come se questo non bastasse a farmi sbrodolare, il sottoufficiale Chris Kyle e la sua squadra decidono di adottare l’inquietantissimo teschio come simbolo, aerografato su giubbotti tattici e humvee, facendosi chiamare i Punitori; storia vera!!

Ma bando alle ciance, parliamo ora di Frank Castle Castiglione, che mi sembra doveroso spendere due parole su questo personaggio prima di iniziare a parlare delle sue storie più cool. Come potete notare dal cognome, ha palesi origini Italiane. Si arruola nei marines per combattere in Vietnam, e qui viene reclutato nelle forze speciali, dove impara le tecniche di guerriglia che userà nella sua lotta al crimine. Al ritorno dalla guerra soffre di stress post traumatico e si barcamena tra un lavoro e l’altro fino al giorno in cui durante un pic-nic a Central Park con la famiglia assiste ad un regolamento di conti tra due famiglie mafiose. Nella carneficina ci finiscono dentro anche lui, la moglie, e i figli. Ed è a causa di questo avvenimento che smatta definitivamente, decide di diventare il punitore, un giustiziere senza pietà, impersona giuria, giudice e boia, e infligge la giusta punizione ai peggiori criminali che non sarebbero mai perseguiti dalla legge, scontrandosi spesso, a causa dei suoi metodi brutali, anche con altri eroi. La storia editoriale è molto travagliata, nasce banalmente come nemico di SpiderMan a metà anni ’70, e fino agli anni ’90 (gli anni del badassismo puro!) non ha mai avuto storie granchè importanti. In questo periodo nasce la miniserie Punisher War Zone scritta abbastanza bene e disegnata da pezzi da 90 come John Romita Jr. e Joe Kubert. Succedono poi cose strane e imbarazzanti, come il fatto che muore e diventa uno strumento di dio nel ciclo “Purgatorio”: da dimenticare. Dopo questo scivolone di stile giungono gli anni d’oro. Arriva Garth Ennis, che prende il personaggio e lo piazza sulla linea Max della Marvel, la parola d’ordine è ultraviolenza! Storie completamente slegate dalla continuity che cercano di essere più serie e mature. Tuttavia Frank Castle non scompare totalmente dal Marvel Universe di Terra 616, si continuano a scrivere storie che seguono gli avvenimenti più importanti come Civil War e Secret Invasion, che vengono raccolte in Italia sulla serie Punisher War Journal e poi semplicemente Punisher.

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Mi dispiace essere così sbrigativo sulle vicende di questo personaggio e sulla sua storia editoriale, ma ci vorrebbe un articolo a parte solo per quello e questa è una Top 10! (Se vorrete un giorno ve ne farò uno!)

Ma ora partiamo!

10°

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Al numero 10 troviamo Punisher 1, ovvero Marvel Mega 54, scritto da Rick Remender e disegnato da un fantastico Jerome Opena. Un volume che raccoglie 5 albi della serie americana. Purtroppo non è autoconclusivo, ma apre un nuovo ciclo di storie caratterizzate da una notevole dose di violenza per essere una serie in continuity. La storia parte dopo Secret Invasion, Norman Osborn è diventato capo dello SHIELD, cosa che non piace a nessuno, tantomeno a Frank, il titolo dell’albo infatti è “OBIETTIVO: eliminare Norman Osborn“. 2448894-pun004002_proofInutile dire che da qui in poi verrà braccato continuamente, si scontrerà con tutti, con Hood, vecchie conoscenze che erano già apparse e cancellate dalla sua lista nera, con i Dark Avengers, con mostri vari e andrà a concludersi nel sesto e ultimo volume con la resa finale dei conti con Mosaico, uno dei suoi più storici nemici, che arriverà a farlo quasi impazzire totalmente; troverà però aiuto nell’improbabile figura del figlio di quest’ultimo che vuole redimere la sua eredità. Perchè leggerlo? Ottimi disegni, sporchi il giusto e atmosfere cupe, un Punitore inserito benissimo nella classica continuity, non risulta ridicolo nè grottesco, tranne ovviamente in quei due casi che ti fanno un po’ cader le braccia (mi riferisco alla banda degli scienziati shaolin… senza parole…) che rendono tutto un po’ ridicolo, ma che ci volete fare, qualcuno dovrà pur eliminare i personaggi idioti che affollano questo universo.

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Passiamo ora all’ultima serie regolare dedicata a Frank Castle: il ciclo scritto da Greg Rucka presente su Devil e i Cavalieri Marvel. Scritto molto bene, anche se, nuovamente, ci sono dei numeri che ti fanno vergognare di aver speso quei soldi per l’albo, il più eclatante è l’attacco degli zombie a Time Square, sedato facilmente dal Punitore; messo lì solo per far vedere che è un tipo cazzuto in ogni situazione, puro non-sense in una serie che nonostante si svolga su Terra 616 cerca il realismo. Comunque i primi capitoli sono spettacolari, sceneggiati benissimo, Castle si vede pochissimo, quando si vede dice pochissime battute, un’inquietante presenza che si muove, uccide e sparisce, lasciando ai due poliziotti sulle sue tracce i resti delle sue carneficine: un fantasma imprendibile. Anche il finale dove si scontra con gli Avengers non mi ha fatto pentire assolutamente di averla seguita; perchè in fin dei conti fa un po’ il culo a tutti, specialmente a SpiderMan.PUN2011008cov E’ stato anche bello notare che Rucka non ha stravolto il personaggio, questo è infatti un Punisher 2.0. Si, è sempre Frank Castle, ma le sue origini prendono il via dalla guerra in Iraq. Poco cambia, è vero, però creando un Frank Castle giovane, abbandonando il pluri-sessantenne di prima, potevano anche decidere di cambiargli particolari importanti che avrebbero potuto stravolgerlo radicalmente; invece è la solita macchina omicida priva di sentimento, anche se questo suo essere così integerrimo qualche volta lo fa apparire un po’ legnoso. Nella maggior parte dei volumi Rucka è stato affiancato da un italianissimo Marco Checchetto, che si è occupato sia dei disegni che dei colori, e boia mondo che tavole! Ce ne fossero di più di disegnatori così! Anche se il personaggio con la benda sull’occhio e la barba lunga sembra Big Boss contro lo Shagohod, rimane un Punitore assolutamente credibile.

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In questa posizione troviamo un What If, Punisher: Marvel Universe vs the Punisher. C’è gente che non li sopporta i What If, a me non dispiacciono, anche se sono il primo ad ammettere che spesso sono delle complete minchionate, e questo è una minchionata, disegnata bene e scritta ancora meglio. Johnathan Maberry descrive una New York post apocalittica, devastata dai supereroi che sono impazziti a causa di un virus e sono diventati dei primitivi cannibali perdendo quasi tutte le facoltà umane e uccidendosi tra di loro e cibandosi della popolazione. Un po’ quello che succede in Marvel Zombie. Solo che qua, tra i superstiti c’è un tamarrissimo Frank Castle col capello lungo. La storia regge, il Punitore non cambia, tranne per il capello lungo, è sempre lo stesso psicopatico assassino senza umanità, come si legge nell’agghiacciante finale. MUvsPUN_1_Preview3Tra i comprimari di questo delirio troviamo un ancora più rincoglionito Deadpool, che riesce a farci ridere nonostante la tragicità delle situazioni. Inoltre già in questa posizione incontriamo un disegnatore che avremo occasione di trovare più avanti: Goran Parlov. Autore eclettico che ha anche partecipato alla creazione di un annuale di Tex Willer, come aveva già fatto Kubert, ed è interessante vedere come ogni disegnatore mantenga la stessa fisionomia tra i due personaggi, nonostante siano di due mondi completamente diversi. Comunque, cosa potete desiderare di più delle tavole di Parlov e del Punisher che ammazza Hulk, Venom e altri in modi assolutamente geniali?

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Dalla settima posizione incominciamo a trovare le graphic novel create per la linea Max, caratterizzate da ultraviolenza, black humour e badassismo a livelli cosmici. Le Strade di Laredo, scritta da Garth Ennis nel 2003, viene pubblicata in Italia sui 100% Marvel. E’ l’unica appartenente alla linea Marvel Knights in classifica, infatti questi non erano racconti che apprezzavo molto, ho incominciato a scoprire il personaggio proprio da queste e stavo quasi per mollare fino a che non ho letto i lavori successivi. I Marvel Knights erano caratterizzati da uno stile molto grottesco, situazioni e personaggi molto sopra le righe, che faticavano a farsi prendere sul serio, nonostante non fossero racconti per ragazzi. Inoltre spesso erano racconti brevi che non lasciavano molto spazio all’approfondimento. Le Strade di Laredo invece pur essendo solo composta da 4 capitoli, è perfetta: un’introduzione veloce, personaggi secondari ben caratterizzati e un finale come solo Ennis sa scrivere, nonostante la trama sia molto semplice. Il Punitore scopre un traffico d’armi in una cittadina sperduta del Texas e va ad indagare/sterminarli tutti, il tutto affrontato con uno stile molto realistico: non sono solo botte da orbi. Unico difetto: i disegni. Sono di Cam Kennedy, un disegnatore scozzese che se se ne stava al pub con il kilt a bere birra faceva un favore a tutti. Volti talmente spigolosi che non distingui personaggi femminili da quelli maschili, non c’è un tratto morbido, sembra Minecraft; a causa di ciò questo volume si piazza così basso, altrimenti la storia avrebbe potuto raggiungere posizioni più alte.

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Passiamo ora alla linea Max, quella caratterizzata dalla dicitura EXPLICIT CONTENT, ancora più cazzuta, niente personaggi ridicoli o altri supereroi in mezzo, un contenuto da puro action hollywoodiano con Bruce Willis. Il volume di cui sto parlando è il numero 15: Sei Ore Per Uccidere. Il titolo già dice tutto, il Punitore viene avvelenato e gli danno 6 ore per uccidere dei bersagli specifici, altrimenti niente antidoto. Arduo dilemma per Frank: uccidere quanti più criminali può nel tempo che gli rimane, o mettersi contro tutti e cercare di recuperare l’antidoto? Inutile dire che chi ha cercato di ucciderlo è finito male. Secondo voi che fine può fare chi cerca di manipolarlo per i propri scopi?… prv1870_pg7Duane Swierczynski, scrive una bellissima storia frenetica e piena di colpi di scena, ambientata in una Philadelphia corrotta e degradata, non si risparmia nessuna figura politica. Stiamo anche parlando di un affermato scrittore di romanzi thriller e noir, che non è neanche alla sua prima esperienza col fumetto ma comprende bene la differenza tra i due stili e non commette errori. Le matite sono di Michael Lacombe, bellissimi disegni, netti, giusti particolari, anatomie perfette (anche il colorista ha i suoi meriti), l’unica pecca: il volto del punitore. Lo so ho sempre da ridire, ma io me lo immagino con la mascella squadrata, perennemente incazzato, qua invece sembra un uomo comune, con uno sguardo triste da cane bastonato. Mha, saranno mie turbe…

Terminiamo qui la prima parte della nostra classifica. Non pensavo diventasse così lunga, ma quando parlo del Punitore non ce la faccio a tenermi e mi dilungo troppo, scusate. Ci rivediamo presto per la parte finale con le posizioni più calienti.

Scritto da: N°7

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