The Boys & Marshall Law: io odio i Super!!!

Lo ammetto, sono una cattiva persona e odio i super, odio i loro costumi sgargianti, odio la loro retorica e odio il loro buonismo (e questo probabilmente sarà lo spunto di un altro articolo), ma per fortuna non sono il solo, c’è qualcuno che li odia più di me, tipo Ennis e Pat Mills! Se il mio disprezzo si è sempre limitato a godere nel vederli prendersi a schiaffoni nei mega crossover (dove almeno uno ci lascia sempre le penne!!), questi due strafottenti autori hanno passato il segno, li hanno perculati tutti a dovere nelle loro opere, non si è salvato nessuno, tutti hanno subìto la loro ironia al vetriolo, hanno tirato fuori il lato oscuro dei super, quello che nessuno avrebbe mai voluto conoscere, ma che tutti sospettavamo.

marshal_law_1Dopo la silver age e gli stroboscopici anni ’70 arrivarono gli oscuri eighties, con le loro storie cupe, in cui si metteva in discussione la figura dell’eroe, ma bisogna attendere la fine del decennio perchè arrivi l’inglese Pat Mills a tirare fuori tutto il marcio dei super, a descriverli come mai nessuno aveva fatto e come nessuno avrebbe mai voluto vederli, con il leggen – aspetta che arriva – dario Marshall Law! Mi stupisco un po’ che sia stato pubblicato. Purtroppo mi duole dirlo ma nonostante Ennis dagli anni ’90 si sia fatto la fama di scrittore dissacrante con storie che valicavano ogni limite e si sia premunito di decostruire per bene la figura dell’eroe senza macchia, non è stato il primo a farlo. Leggendo The Boys si intuisce che ha attinto a piene mani dal capolavoro di Mills, e purtroppo è una cosa che succede sempre più spesso all’autore Irlandese di “attingere a piene mani” (leggersi “scopiazzare”) da altri autori o dai suoi canonici soggetti con sceneggiature sempre più insipide e prive dei significati dell’originale. The-Boys_Volume_OneIn The Boys, nonostante sia sempre presente la critica alla nostra società di stupidi creduloni e alle multinazionali prive di qualunque scrupolo in nome del profitto, non c’è la stessa cattiveria e cinismo presente in Marshall Law. Il suo futuro distopico ed eccessivo parodizza meglio le vaccate della politica, i problemi sociali e la facilità con cui l’uomo può cadere nel degrado. Diciamo anche che Marshall è più esplicito, ogni volume si concentra su un soggetto e lo TERMINA prima di passare al prossimo: The Boys è il classico complottone col colpo di scena finale che si incomincia ad intuire da due numeri prima, antimultinazionali, antimilitarista, antitutto, ma in fondo anti niente. Questo non perchè Ennis non sia in grado di scrivere, ma perchè è molto vittima dei suoi tempi e del business, quando si crea un’opera del genere bisogna spremerla fino in fondo, allungarla il più possibile, per far cacciare fuori il cash. Come si può immaginare il problema principale è che è troppo lunga, si perde, piena di riempitivi. Boys72-Cov-RobertsonNon tutto il male viene per nuocere però, allungando così il brodo, assume un aspetto da soap, dando più tempo all’autore di concentrarsi sui vari personaggi, dargli una caratterizzazione più approfondita. Che poi intendiamoci, una maggior caratterizzazione da parte di Ennis… Butcher, ovviamente il più figo, è praticamente il Punitore: ex militare, gli ammazzano la moglie, vuole vendicarsi. Hughie, disegnato sulle fattezze di Simon Pegg, è il più insopportabile, moralista, per bene, credulone, lamentoso, un vero dito in culo: ma in realtà non siamo che noi a credere ancora nel genere umano, scioccamente altruisti e maldisposti verso la violenza, anche se necessaria. Gli altri membri del team, bhè, sono tutti sopra le righe rispetto a qualunque cosa possiate aver mai letto in  pieno stile Ennis.

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Il “superman” di Mills che si fa una bella pera…

I disegni sono la cosa più agli antipodi che si possa trovare, da una parte abbiamo le linee morbide e spesse di Darrik Robertson, dall’altra quelle sottili e nervose di Kevin O’Neill. Innegabilmente due grandi artisti, O’Neill ha pure lavorato con Alan Moore su La Lega Degli Straordinari Gentelmen, mentre Robertson ha lavorato con tutti i più grandi degli ultimi tempi, collaborando anche alla creazione di iconici personaggi come Spider Jerusalem nel Transmetropolitan di Ellis. E io li amo entrambi. Robertson perchè rappresenta il disegno moderno per me: morbido, realistico, particolareggiato, dinamico, anatomicamente perfetto, i personaggi sono diversi, non hanno tutti le stesse fattezze o gli stessi tratti somatici (i volti di Dillon o Francis Yu, per rendere l’idea).boys_fighting Purtroppo per dare un po’ di respiro alla mole di lavoro di Robertson, certe storie sono disegnate da Mc Rea, e passano gli anni, ma i suoi lavori mi fanno sempre cagare, troppo grottesco e frettoloso, non lo posso vedere; e mi dispiace perchè essendo un amico di Ennis lo devo sopportare in molte sue opere, che avrei sicuramente considerato migliori se alle matite non ci fosse stato lui. O’Neill ci ho impiegato un po’ per farmelo piacere, non tutti lo possono gradire e li capisco; fa parte di quella corrente artistica fine ’80, che per spezzare col passato voleva anche ribaltare tutti i canoni grafici, sperimentare nuove forme e stili. E’ tutto eccessivo, alcune anatomie sono fuori di testa, tanto da risultare caricaturali. Il tratto è finissimo, spigoloso, estremamente particolareggiato, per notare certi dettagli bisogna soffermarsi un po’ sulle tavole, e alcuni sono importantissimi, altri invece sono delle vere e proprie chicche. Sicuramente è uno degli artisti più caratteristici e dal tratto riconoscibile: ogni sua tavola sembra un quadro cubista.

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Il fantastico mega nazi-tank!

Letto questo articolo non vorrei che vi foste fatti l’errata idea che The Boys sia una cagata in confronto a Marshall Law, niente di più sbagliato! E’ una gran bella saga, conclusa e finita che non necessita di seguiti o inutili spin-off. Per chi lo conosce un minimo sa che Ennis è Ennis, non delude mai, sempre esagerato e sopra le righe in tutto: una garanzia. Tuttavia stavolta abbiamo un degno concorrente. Pat Mills, non so come ci sia riuscito, crea un personaggio unico e indimenticabile, stronzissimo, con un livello di cinismo impressionante, carico di battute al vetriolo, ed è meglio in tutto: più ironico, più violento, fascista (e come dice pure lui, fiero di esserlo!). Ovviamente ha anche degli aspetti negativi, non è una lettura facilissima, è un po’ contorto da seguire. Dopo la prima lunga run dove si scontra con “Superman” seguono varie storie che cercano di toccare un po’ tutti i generi fumettistici con le caricature dei loro personaggi più iconici, dalla fantascienza all’horror, al poliziesco, e nonostante sia dissacrante come non mai sembra andare a perdersi, sono quasi singole storie scollegate tra loro; per un’opera che si raccoglie in 3 volumi avrei preferito un’unica trama solida, ma non si può prentendere tutto.

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Quindi, se anche voi, come il sottoscritto odiate quei buffoni in calzamaglia ecco due letture imprescindibili che non potete evitare per farvi due risate su quanto in realtà possano essere ridicoli!

Alla prossima!

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Scritto da: N°7

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