Recensione Sin City – Una Donna per cui Uccidere!

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Come ormai tutti sanno è uscito al cinema Sin City 2, i fan accaniti l’avranno già visto, quelli meno se lo andranno a vedere in queste settimane, e a chi non fa nè caldo nè freddo lo recupererà in streaming. Ah i potenti mezzi dell’era moderna! Chi avrà voluto informarsi prima di andare a vedere la pellicola avrà trovato recensioni scritte da professionisti che ne esaltavano le qualità, o i difetti, tuttavia anche noi de Lo SpaccaFumetti vogliamo dire la nostra! Ma con i nostri tempi.

Come mio solito prima di incominciare un articolo devo fare un paio di precisazioni: ultimamente sono diventato molto esigente nel giudicare i film, quindi non prendetevela se critico aspetti che magari a voi sono piaciuti (per esempio sono uno dei pochi a cui Capitan America 2 non ha detto molto, mentre il resto del mondo lo osannava come miglior film sui supereroi). Inoltre a differenza del 90% degli spettatori, sono andato in sala con la consapevolezza di sapere già cosa aspettarmi siccome avevo già letto i fumetti. Perciò il paragone con l’opera originaria sarà una costante.

Avviso che cercherò di non fare spoiler, quando invece saranno necessari avvertirò… il protagonista muore!!!

Sin City 2 Una Donna per cui Uccidere si apre con la storia breve Solo un Altro Sabato Sera, il protagonista di questa è Marv, quindi sappiamo già che sarà ancora più sopra le righe e ancor più violento di quello che ci si può aspettare da un film del genere. E qua incomincio già a storcere il naso. La fotografia non mi piace per niente! È molto simile al primo film, ma non so come dire, è peggiore, più artificiale, si vede maggiormente che è tutto girato in green screen. Anche il primo nel 2005 era girato interamente con questa tecnica, ma conservava un effetto molto più realistico. Era uno dei primi cinecomics che cercava di copiare in tutto e per tutto le atmosfere di un fumetto, anche certe inquadrature erano uguali alle tavole della graphic novel, però forse essendo il pioniere di tale genere si era contenuto, in questo hanno calcato maggiormente la mano facendolo sempre più un cinefumetto. Non so se per tributo o quale altro motivo, ma la cosa a parer mio non ha reso. A questo aspetto non ha sicuramente contribuito il 3d, girato tutto con questa tecnica e poi riadattato alla visione tradizionale, ha soluzioni di fotografia che sono veri e propri pugni nell’occhio. L’atmosfera noir si perde completamente, per quanto sia possibile parlare di noir con Sin City. Frank Miller realizzò un’opera con tutti i canoni del genere, ma li esaltò e li enfatizzò a tal punto che andò a distorcere il genere trasformandolo quasi in racconti pulp.

Joseph-Gordon-Levitt-in-Sin-City-a-Dame-to-Kill-ForTornando alla pellicola e superando questo dettaglio, che forse ho notato solo io, entriamo nel film vero e proprio, dopo dei titoli di testa che “mannaggia quanto son fighi!!”, assistiamo a un pezzo di quello che è uno dei due capitoli che non fanno parte della graphic novel originaria. Il protagonista di questo è un fantastico Joseph Gordon-Levitt, che in tutto quel po po di attoroni presente nel cast è stato quello che ho apprezzato maggiormente, a differenza di Jessica Alba che, tranne negli stacchetti da velina, era un’imbarazzante presenza sullo schermo. Mentre Eva Green… bè Eva Green meriterebbe un discorso a parte.Eva-Green-dans-Sin-City-2

La storia, spezzata in parti che si alternano come nel film precedente, ci porta all’episodio che dà il titolo al lungometraggio. Peccato che qui la coralità delle azioni viene a mancare e abbiamo tutta la lunga run che ripercorre le vicende di Una Donna per cui Uccidere. La figura che mi aspettavo riprendessero uguale alla graphic novel sin city 2 mortera il detective Mort, con  quella fantastica soluzione di celarne spesso gli occhi e l’espressione rendendo completamente bianche le lenti degli occhiali, l’ho adorata in ogni singola tavola, e nella pellicola ho apprezzato molto che abbiano cercato di riprendere questa caratteristica. Purtroppo mi è dispiaciuto che non abbiano richiamato Clive Owen per interpretare Dwight McCarthy dopo la plastica facciale, (per chi non lo sapesse, il tizio presente nel primo film nell’episodio Un’Abbuffata di Morte). Non è che si possa criticare molto questa parte, è stata realizzata pressochè uguale alla versione disegnata da Miller, quindi se vi è piaciuta una non vi può non piacere l’altra. Come già detto però il fatto di volerlo rendere sempre più simile al fumetto ha anche i suoi lati negativi. Certe soluzioni che su carta hanno un forte impatto, spesso su schermo risultano eccesive. Una fra tutte l’eccessiva ridondanza dei monologhi. Ad ogni minuto di dialogo ne corrispondono almeno 5 di monologo, e quando il doppiatore di Josh Brolin è un Pino Insegno con una voce talmente profonda, che nella sala in cui l’ho visto, i bassi a volte sembravano distorti, dopo un po’ è una seccatura.

Arriviamo ora alla parte più controversa, nel finale sono presenti le 2 storie inedite. Molto nello stile Sin City è quella del giocatore d’azzardo interpretato da Gordon-Lewitt, meno quella incentrata sulla vendetta di Nancy, interpretata da Jessica Alba che, lasciando perdere la sua espressività del volto pari a quella di un paracarro, è quella che travia completamente il senso dell’opera. Nelle opere di Frank Miller, il protagonista non è il tizio sfigato di turno, è la città che l’ha sempre vinta! Non ci sono eroi, e chi cerca di elevarsi sopra il potere viene abbattuto, queste sono le regole! In Quel Bastardo Giallo è fondamentale l’assioma “una vita per una vita”, dimostrando che non esiste salvezza. Nel finale assistiamo all’uccisione del senatore Roark, cioè la liberazione di Basin City dal “male assoluto”. Una situazione completamente in antitesi rispetto a quanto traspare dai fumetti. Tuttavia a questa mia critica si potrebbe replicare che invece è sempre il male che l’ha vinta, poiché la dolce Nancy Callahan si è abbassata anche lei allo stesso livello degli altri. Lei che rappresentava l’unico essere puro nelle storie di Miller è diventata uguale agli altri: un’assassina. È sempre la città che l’ha vinta e corrompe tutti. Vedo però quest’interpretazione come una forzatura, una storia creata per poter dire che in block buster come questo tutto alla fine si risolve per il meglio. Come se non bastasse, questo episodio sminchia un po’ tutta la continuity, Marv è ancora vivo e vegeto quando in realtà dovrebbe essere già stato fritto da tempo sulla sedia elettrica. BHO?!?

Questa è la mia modesta opinione su Sin City 2 Una Donna per cui Uccidere. Lo so che non ho le competenze tecniche per poter fare una critica oggettiva ad una pellicola, volevo però dire la mia su un film che ci ha fatto aspettare 9 anni per uscire e attorno a cui si è creata una notevole hype. Il mio parere finale è che è un film molto inferiore al primo, con delle scelte stilistiche che in certi casi ho apprezzato, in altri ho trovato forzate.

P.S.: per chi non l’avesse notato c’è il cameo sia di Frank Miller sia di Robert Rodriguez. Vi siete accorti dove?

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P.P.S.: visto che è uscito il film e ho riletto da poco i fumetti c’è la possibilità che fra un po’ esca una mia personale classifica sulle migliori storie di Sin City.

Scritto da: N° 7

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