Il Buono, lo Spaccone & il Cattivo: Miracleman

Nuova rubrica (che più che avere una reale utilità serve per fare giochi di parole e buttare dentro citazioni a Sergio Leone)! Tanto per cambiare si parla di super-eroi. Con questi articoli voglio consigliarvi delle serie che possano piacervi, qualunque sia il vostro punto di vista sui praticanti della mutanda sopra la calzamaglia.

ilbuonoilbruttoCome funziona?

  • Se nella copertina vedete Lee Van Cleef (il cattivo):
  • si parla di fumetti che trattano la figura del super-uomo americano con un’ ottica particolare: buttandola in un contesto più realistico e cupo per un effetto “fumetto maturo”, o per dissacrarla per pura iconoclastia verso quello che è, anche, un simbolo dell’establishment nel mercato fumettistico statunitense. Si parla di anti-eroismo.

  • Se vedete Clint Eastwood (il buono):
  • si parla di quelle opere che vogliono far sopravvivere al passare del tempo e delle mode la visione più classica e mitologica del super-eroe. Si parla di epica e sense of wonder.background

    Partiamo con Miracleman: una delle prime fatiche di Alan Moore, padre della succitata visione disincantata dei super, che negli anni ’80 aiutò a cambiare il modo di concepire il fumetto americano e aprirgli momentaneamente le porte ad un pubblico più vasto e aristocratico, dando un notevole calcio in culo alle vendite. Possiamo dire che questa sia l’archetipo delle future serie “cattive”.

1637798-micky_moranMiracleman nasce come sostituto britannico di Capitan Marvel, dopo che quest’ultimo si è visto stroncare la serie per una denuncia per plagio da parte della DC (all’epoca non erano ancora così diffusi personaggi rassomiglianti a Superman). Come il super-eroe da cui prendeva spunto, anche Mikey Moran rappresentava le spensierate fantasie di potere dei ragazzini con cui condivideva l’età, quando pronunciando la magica parola “KIMOTA!” si trasformava nell’adulto e onnipotente Marvelman (divenne Miracleman col tempo per evitare rogne legali con la Marvel…purtroppo anche questa serie rimarrà assente dagli scaffali per molto tempo, per colpa di diatribe legali sui diritti del personaggio).

shazam011

“PLAGIO?! Io quella checca in azzurro la distruggo…e chi è questo Gucci a cui avrei fregato il design del mantello?”

Ma Alan Moore, con i suoi testi lirici e d’avanguardia, e Garry Leach, con i suoi disegni foto-realistici e altrettanto all’avanguardia, con la loro gestione imposero due parole d’ordine sul personaggio: maturità e realismo.

MATURITA‘:

Miracleman_1_Preview_3-674x1024Mike Moran è cresciuto, in seguito ad un incidente ha perso memoria dei suoi poteri, e vive una vita da uomo medio con un lavoro mediocre ed una moglie che non riesce a mettere in cinta. Miracleman vola solo più negli incubi che il subconscio di Mike gli procura la notte. Quando il caso gli farà riscoprire la parola magica, la trasformazione in super-essere questa volta rappresenterà un’evasione dalla frustrazione della crisi di mezz’età per dei lettori adulti. Moore si rivolge fin da subito ad un pubblico di fumettofili ormai cresciuto, con nostalgia del “senso di meraviglia” dei fumetti superoistici classici. Tornato ad essere un dio (non esagero, di divinità si parla), MM non vorrà più ritrasformarsi, uccidendo definitivamente l’uomo con cui divideva la sua esistenza.

REALISMO:

4072609-miracleman2014010-dc11-1-82d26Moore non vuole parodiare i super-eroi, quanto più mostrare l’impatto radicale che avrebbero sulla società reale. MM vive in un mondo realistico, in cui non esistono altri eroi in costume. Sua moglie riderà di fronte alle sue pittoresche e bambinesche origini e avventure passate, che si riveleranno essere poi dei ricordi artificiali che nascondono una creazione che di magico ha ben poco. Il super-essere scritto da Moore, più che un eroe, è un vero e proprio dio, un passo in avanti nell’evoluzione, e l’impatto che avrà sull’umanità non potrà non portare ad un cambiamento definitivo: l’elevazione della specie…o la sua distruzione. Il Bardo non si fa problemi a mostrare un sacco di violenza, esplorando una dimensione sadica e splatter dei super-poteri, attraverso il personaggio super-umano genocida di Kid Miracleman. Ex-spalla di supporto del protagonista, Kid MM, durante l’assenza di MM “Senior”, ha mantenuto seppellita dentro di sé la sua vera identità di fanciullo, vivendo una edonistica vita di svago e piaceri come il suo alter-ego potenziato. Quando viene ritrovato dal vecchio compagno, Kid è diventato un ricco e potente yuppie, disinteressato alla vita umana e desideroso di dominare il pianeta (di come molti villain degli anni ’80 verranno raffigurati come spietati uomini d’affari, ne abbiamo già parlato qui).

miracleman_3881

Un super-olocausto.

Chiudo facendovi sapere che la Panini sta ristampando queste storie, in forma di spillati, in questo periodo. Se non ne approfittate siete delle brutte persone!

Scritto da: L’Escapista

||||| 2 Mi Piace! |||||