Carta VS Celluloide: Bullet to the Head!

bullet_to_the_headOggi voglio parlarvi di un fumetto abbastanza sconosciuto e di nicchia, talmente sconosciuto che ci hanno fatto un film con Sylvester Stallone! Parlo di Bullet to the Head!

L’ordine cronologico degli eventi fu: esce un nuovo film con Stallone, devo vederlo assolutamente! (si, sono un fan del cinema muscolare e dei suoi eroi); vedo il film e mi dico, qua devo anche leggermi il fumetto, almeno ho un termine di paragone, posso vedere cosa mi hanno sminchiato nella pellicola, e forse posso approfondire le personalità dei protagonisti o immergermi ancora di più nella trama; compro il volume (diavolo è della Rw Lion! Nooo!); lo leggo, e… NON CENTRA ASSOLUTAMENTE ‘NA BEATA MAZZA CON IL FILM!!!

Partiamo dal titolo: il titolo originale dell’opera è Du Plomb Dans La Téte, scritto tra il 2004 e il 2006 dallo sceneggiatore francese Alexis Nolet, conosciuto anche come Matz. E’ uno che di sceneggiature d’azione ne ha masticate, tra videogiochi, libri e fumetti, in più essendo francese sa dare quel tocco di noir, che rende tutto più realistico e apprezzabile. A lui si affiancò come disegnatore Colin Wilson, un autore particolarmente prolifico ed eclettico, che ha saputo spaziare da lavori europei come La giovinezza di Blueberry a lavori d’oltreoceano collaborando con gente come Ed Brubaker (Point Blank). E infatti si vede che i disegni arrivano dalla scuola franco-belga, ricchi di particolari, veramente ben fatti, anche il taglio cinematografico rende molto su un’opera di questo genere, vignette che si focalizzano su un particolare: un orologio, un lucchetto, un paio di scarpe. E’ una narrazione visiva che si prende le sue pause, ma lo fa nei momenti giusti, non risulta noiosa; purtroppo questo è uno degli aspetti che manca nella pellicola, che si rivela un film d’azione puro, senza pause, senza momenti di riflessione o di calma. Lasciatemi ancora dire due parole sulla terza persona che ha contribuito a creare questa graphic novel: Chris Blythe, il colorista… un porco! Allora, è un opera “noir”, devi dargli colori cupi, abbondante uso di nero, un effetto sporco sarebbe anche gradito, lui no, sembra uscito dalle pagine di Topolino, colori vivaci, senza sfumature, completamente fuori luogo, guardi certe tavole e pensi: “il colorista ha completamente snaturato il lavoro del disegnatore”. Vabbè…

49063Passiamo ora al film, del 2012, per la regia di Walter Hill: Jimmy Bobo – Bullet to the Head. WTF?? Cosa ho letto? Jimmy Bobo? E chi è? Già partiamo male, il personaggio originale si fa chiamare Jimmy Marvel, nascondendo un nome francese, essendo di New Orleans, quello del film si chiama Jimmy Bonomo detto Bobo (da non confondersi con Jimmy lo Storpio). Ma c’era bisogno di cambiargli il nome rendendolo ridicolo? Lo ammetto, Bobo dà l’idea di tenero e coccoloso, fatto per sdrammatizzare la figura del killer senza morale, anche se Stallone interpreta un personaggio molto meno stronzo di quello scritto da Matz. Jimmy Marvel è veramente una merda, un killer talmente spietato con cui si fatica ad immedesimarsi (parla uno che tra i personaggi preferiti dei videogiochi ha Hitman). Leggendo il fumetto però uno capisce perchè hanno scritturato Stallone per questo il film, la versione cartacea è palesemente ispirata a lui: sono identici!

Questa purtroppo risulta una delle poche cose che hanno in comune. La trama è completamente differente, fidatevi, non hanno niente in comune, tranne forse la sequenza iniziale (dove anche lì mancano i discorsi sulle scarpe e l’episodio del cane) non c’entrano per niente l’uno con l’altro. Personaggi inventati, personaggi mancanti, situazioni mai viste, il co-protagonista completamente diverso. Nel film c’è anche un Jason “Khal Drogo” Momoa, che interpreta una figura mai vista su nessuna tavola, una figura nel finale anche abbastanza imbarazzante.

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Il buon “Khal Drogo”…

56th Annual Primetime Emmy Awards - Press Room

Walter Hill – Regista

Ora grazie a questo esempio, che mi è capitato sotto mano, voglio aprire un discorso: con quale diritto uno sceneggiatore e un regista di Hollywood si permettono di fare un film totalmente diverso da qualunque cosa mai vista e spacciarlo in giro come tratto da una graphic novel o da un libro?? Capisco prendersi certe libertà, ma qua si è veramente esagerato. Walter Hill sarà anche un regista famoso e di successo che ha girato pellicole d’azione indimenticabili come I Guerrieri della Notte, 48 Ore, Danko, Undisputed, ma con questo Bullet to the Head ha veramente toppato. Ha fatto il caxxo che voleva! Non dico che ci sia una cattiva regia, però la sceneggiatura di Matz cercava di avvicinarsi al genere noir, e dico cercava perchè l’opera spinge tanto sull’azione, dove magari in certi momenti avrebbe dovuto rallentare e mettere qualche tavola in più per dare maggior spessore a certe dinamiche e all’evoluzione dei protagonisti, nonostante ci siano intere pagine dedicate solamente ai dialoghi e ai particolari. Mr. Hill invece, crea un perfetto film d’azione notevolmente caciarone e ignorante. Un’ora e mezza di spari in testa e battute ad effetto, non un cattivo film, ma un film senza pretese che ti fa spegnere totalmente il cervello. Certo il tema della corruzione è presente, ma è affrontato superficialmente: ci sono i cattivoni che manovrano da dietro, si scopre chi sono, svelano tutti i loro piani e muoiono. Il finale scritto dal francesino è molto differente, lascia l’amaro in bocca, i veri mandanti non si scoprono, non vengono catturati, la corruzione è arrivata talmente in alto che non è più estirpabile. Risulta ovvia la differenza d’impatto e il messaggio di un finale del genere.

Il mio parere, tirando le somme, è che sono due opere valide nel loro genere, uno è un film d’azione muscolare, l’altro è un “noir” (e metà di quelle virgolette sono per colpa del colorista!), entrambe hanno dei piccoli buchi di sceneggiatura su cui si può soprassedere, ma risultano godibili, la lettura delle pagine non ne risente. Tuttavia questo confronto è vinto a mani basse dalla versione cartacea originale che è su un altro livello. Nonostante cerchi di intrattenere con una forte dose d’azione fa anche riflettere su certi valori e fin dove ormai la corruzione si sia infiltrata nelle istituzioni. Mi permetto di consigliarlo a tutti quelli che vorrebbero leggere un bel fumetto giallo e staccare dalle cinquine dei tizi in calzamaglia.

P.S.: Qua rifaccio la domanda di prima: con quale diritto l’industria del cinema si appropria di brand di fumetti, libri, videogiochi e crea pellicole che non c’entrano niente con l’originale? Perchè? (Banalmente la risposta è sempre per fare soldi e attirare quelli che sperano in una bella trasposizione sul grande schermo). Fatemi sapere se anche voi avete trovato altre pellicole così diverse dall’originale, e badate bene non sto parlando di film brutti e basta (eehm… Daredevil).

Scritto da: N°7

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