Lo SpaccaFumetti al Bra Comics & Games!

Siccome Lo SpaccaFumetti è sempre celere nell’ordinare i suoi pensieri per tirare giù uno straccio di articolo ecco a quasi una settimana di distanza le nostre impressioni sul Bra Comics & Games.

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Giuntaci voce di un evento dedicato ai fumetti abbastanza vicino a noi, Lo SpaccaFumetti non poteva fare altro che migrare al completo per vedere com’era, e magari sperperare un’altra parte del patrimonio di famiglia per cercare di completare l’inesauribile lista di fumetti che è d’obbligo avere!

Siamo partiti la mattina non di certo con l’aspettativa di trovarci a Lucca, ma anche con la speranza di trovare più di un banco di fumetti e magari qualcun altro che vendesse quella paccottiglia che piace tanto a noi nerd; e devo dire che per certi aspetti siamo stati accontentati. Innanzi tutto non ci aspettavamo che ci fossero così tanti stand e così tanta gente, circa una ventina (di stand, cosa pensate?), in un’area abbastanza considerevole: due padiglioni in cui in uno era pure allestito un palco per l’evento dedicato al cosplay. L’organizzazione ottima, niente casino, tranne nel punto dedicato alle console, lì in breve si è creata la ressa per assistere ad incontri all’ultimo sangue a Tekken 6. Qua vorrei aprire una parentesi: se quegli altri due dello SpaccaFumetti mi avessero fatto fare un paio di partite i giorni prima come allenamento, siccome saranno mesi che non prendo più a cinquine nessuno, mondo boia con Bryan Fury non avrei avuto rivali!!! A parte questi vaneggiamenti di onnipotenza, ho avuto occasione di provare Metal Slug (non mi ricordo quale dei millemila) con joystick stile cabinato d’altri tempi: ci sono negato.

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Ma passiamo alla parte che più ci interessa, e direi quella che farà maggiormente discutere. Dei 20 stand, dedicati ai fumetti ce n’erano circa soltanto 5 che ci interessavano e 2 dedicati quasi esclusivamente ai manga. Altrettanti erano dedicati ai videogiochi, sia old school per gli appassionati di retro gaming sia next gen (che poi chiamarla next gen a quasi un anno di distanza mi sembra un po’ un ossimoro, chiamatela actual gen!!! (Scusate, altro vaneggiamento). A parte uno di action figures e giochi da tavola, con cui ci siamo trattenuti a parlare un po’ conoscendolo da tempo (Triskelion), nonché organizzatore del torneo Heroclix (che un giorno sappiamo benissimo infognerà pure noi), il resto purtroppo era dedicato a giappominchiate (non è dispregiativo, ma rende l’idea).

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Mica pirla il N° 7!

Qui quindi arrivo ad un discorso che sta infiammando il web-nerd nelle ultime settimane: l’argomento cosplay. Io non ho nulla contro i cosplayers, anzi per certi versi non mi dispiacerebbe neanche farlo, per di più li ammiro, farsi certi costumi da soli senza nessun ritorno, solo per passione, sudare come un muflone solo per tenere addosso certe armature che managgia la pupazza; però sono diventati un problema. Non perché alcuni hanno costumi tanto larghi da ingombrare quanto un’autotreno: ora mi spiego, il mio non è razzismo, è più che altro una questione di mercato. Non mi impunto di certo sul fatto che alle fiere pagano di meno per entrare, uno perché questa era gratis, due perché non me ne fa, potrei farlo anch’io se ne avessi voglia e tempo; ma sul fatto che i venditori si stanno adeguando alle esigenze e al tipo di gente che frequenta le fiere. IMG-20140907-WA0003Ripeto non ho nulla contro i cosplayer! Ma un venditore che vede più gente disposta a comprare più gadget o vestiti per il prossimo costume, sicuramente porterà quegli articoli che sa che vanno per la maggiore, dove avrà un profitto più alto rispetto a portarsi chili e chili di scatoloni di fumetti. E non è il caso delle sole fiere piccole come possono essere questa o come è stata il Vinadio Comics, ma è anche il caso di fiere un po’ più grandi com’è il Torino Comics in questi ultimi anni. Il risultato qual è? Per noi che siamo attirati da una fiera che ha nel nome comics, la speranza è che ci siano banchi e banchi con solo fumetti per trovare il numero mancante, la prima edizione particolare, nuove uscite, vecchie uscite a prezzi scontati, cose così: fumetti. Però le nostre aspettative vengono sempre ridimensionate. DSC_0187Ora non so se effettivamente il problema è il cosplay o cosa, ma siccome ultimamente è un argo mento controverso non vedo perché anch’io non possa attirarmi una buona dose di haters. Il concetto di base, per fare un paragone, è come se andassi ad un salone dell’automobile per vedere prototipi, modelli in uscita o i grandi classici, ma la maggior parte d egli stand fossero dedicati alla vendita di magliette della BMW o a sedili racing della Sparco (come lo metto io un sedile della Sparco sulla mia macchina!!!). Dopo questo vaneggiamento (e siamo  a 3) spero che il concetto sia chiaro, la mia non è una critica a chi fa cosplay, semmai ai venditori che stanno deviando il significato di fiera del fumetto da quello che era una volta.

Si, ho usato il pretesto della nostra visita al Bra Comics & Games per parlare di un altro argomento che ritengo quanto mai attuale siccome si stanno avvicinando le grosse manifestazioni come Lucca e Roma.

Ringrazio comunque l’organizzazione di Bra per aver dato la possibilità di creare una bella fiera, e a tutti i cosplayer che si sono prestati a fare delle foto con noi. Quindi, questa era la mia impressione su quello che sta succedendo purtroppo alle fiere e la mia opinione. Se avete notato la stessa cosa o se la pensate come me fatemelo sapere con un commento; se siete cosplayer non vogliatemene a male, lasciatemi anche la vostra opinione, così capirò se sono l’unico a pensarla così.

Scritto da: N° 7

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